Niedda

ad6 - radio ad amplificazione diretta -autocostruita-

fig.1
fig.1

Avevo a disposizione una vecchia 6A8, una 6K7  una 6Q7 ed una 6L6  un trasformatore toroidale con 5 secondari 4 diodi per la costruzione di un ponte di Graetz e un pò di rame smaltato per le bobine è ho pensato di costruire una supereterodina.

Certamente una pazzia; fino ad allora, ero agli inizi della mia radio-avventura,  avevo costruito qualche radio a cristallo ed una radio a reazione ad una valvola riprendendo uno schema trovato su un sito internet.

Volevo andare oltre e fare una supereterodina,è così mi son messo di buona lena prendendo a riferimento uno schema trovato su un vecchio libro .

Ho costruito le bobine d'aereo, di sintonia, dell'oscillatore locale e le medie frequenze e dopo un paio di giorni di lavoro è venuta fuori una radio che pensavo fosse una supereterodina.

Ero soddisfatto mi sembrava di aver fatto un buon lavoro; avevo controllato lo schema, i cablaggi e sembrava tutto in perfetta regola, e così ho alimentato la mia "creazione".

Dopo qualche minuto sono riuscito a sentire un forte fischio che poi si è attenuato e poi nulla, poi di nuovo qualche  ronzio e poi finalmente una voce dapprima debole e poi, dopo aver mosso qualcosa, sempre più forte e chiara; avevo sintonizzato una stazione radio in italiano ... ma  non era Rai uno, il suono era fortissimo  e chiaro, ma avevo la netta sensazione che se avessi mosso qualcosa avrei perso la sintonia.

Era come se la radio fosse in equilibrio instabile , cercando di capire quale stazione radio avessi sintonizzato  mi sono accorto che si trattava di una trasmissione a modulazione di frequenza....... niente popodimeno.

Chi sa cosa avevo combinato.... dopo uno starnuto la voce si è persa e un fischio lancinante mi ha costretto a togliere l'alimentazione.

Ero convinto di aver fatto un buon lavoro ed invece avevo fatto una grossa cagata!!!

Dopo aver regolato  le medie frequenze e ricontrollato i cablaggi ho riprovato ad accendere e questa volta, nella certezza di aver sistemato le cose,  sono riuscito a ricevere Rai uno e una radio nord africana....... trattandosi, almeno,  di trasmissioni in modulazione d'ampiezza.... pensavo finalmente di aver costruito una supereterodina ed ero pienamente soddisfatto...ma anche questa volta dopo  qualche ora di funzionamento mi sono accorto che qualcosa non andava e, per puro caso,  mi son reso conto che baipassando le medie frequenze e la 6K7  ed escludendo le bobine dell'oscillatore cioè collegando la 6A8 direttamente alla  6 Q7 riuscivo comunque a sintonizzare quelle trasmissioni. 

Ho capito  allora che ancora non erano  maturi i tempi per la supereterodina e che forse l'ippica sarebbe stata la soluzione migliore; decisi comunque che una soluzione equa sarebbe stata quella di  accontentarmi di ciò che fino ad allora avevo fatto e di   migliorare, casomai,  le prestazioni di quell'aborto di radio che avevo fra le mani ,  e così è venuto fuori lo schema di fig.2.

E' uno schema anomalo almeno per quanto riguarda la sezione a radio frequenza,  ma per il resto è una normale radio con rivelazione a faglia di griglia che ho preferito all'originaria rivelazione coi due diodi della 6Q7.

Il bello è che la radio ora funziona benissimo.

Anzi debbo dire che poichè le prestazioni sono soddisfacenti ed avevo a disposizione tre vecchie 6A8 semiesaurite, ne ho costruito tre esemplari,  di cui uno è "niedda"  a onde medie che ho tenuto per me  e le altre due, una ad onde medie e l'altra ad onde medie e corte (Mulargia), le ho regalate a degli amici che sono molto soddisfatti del funzionamento.

Relativamente al funzionamento di questo semi aborto, ho sperimentato , su questa radio, due tipi di collegamento alla 6A8, che sotto descrivo.

Il primo tipo è stranissimo il secondo un pò meno, tuttavia la radio funziona, non so per quale arcano motivo, ma funziona....prima o poi lo scoprirò.

Un terzo tipo di collegamento alla 6A8 l' ho sperimentato nella radio "Mulargia", anche quello funziona; insomma la 6A8 è proprio una valvola strana....., è come la pelle dei cosi comunque la metta va sempre bene.

fig.2
fig.2

sezione a radio frequenza

fig.3
fig.3

Il segnale captato dall'antenna può seguire due strade (fig.3), la prima indicata con la lettera A sintonizza senza disturbi frequenze fra i 500 ed gli 800 KHz, la strada B frequenze fra gli 800 ed i 1600 KHz.

Collegando direttamente l'antenna al punto 8 perdo notevolmente in selettività.

Il segnale viene iniettato nella griglia n° 4 che funge da griglia di controllo; La griglia n° 2 (piedino 6) funge da anodo e le due griglie 3 e 5 (piedino 4) da griglie schermo; la griglia n° 1 (piedino 5) e collegata a massa.

 

fig.4
fig.4

Il segnale prelevato tramite un condensatore da 250 pF viene iniettato nella griglia della valvola 6Q7.

Un altro modo di collegamento della 6A8, che mi pare molto più comprensibile, è quello indicato in fig.4.

  In questo caso il segnale viene iniettato nella griglia n° 1 (piedino 5) e la griglia n°2, come nel caso precedente, funge da anodo (piedino n° 6); i piedini 3 e 4 sono collegati a massa.

I risultai ottenuti in termini di ascolto sono simili.

fig.5
fig.5

Le bobine hanno la forma e le dimensioni di fig.5.

Le induttanze sono state calcolate utilizzando il file induttanza.ods; esse  sono state realizzate su un unico supporto cilindrico del diametro di 2,5 cm  in PVC utilizzando filo di rame smaltato del diametro di 0,4 mm.

Il supporto è stato innestato in uno zoccolo octal recuperato da una valvola ormai inservibile e gli estremi sono stati collegati ai piedini 1,8,7,e 5 come indicato in fig.5 .

Il valore dell'induttanza aggiuntiva  del percorso "A" del segnale è di 20 μH ed è stata realizzata su una cannuccia di penna biro del diametro di 7 mm  avvolgendo 63 spire serrate di filo di rame smaltato del diametro di 0,1 mm.

Il valore del condensatore del percorso "B" è di 1000 pF.

calcolo delle condizioni di risonanza
Nella tabella sono poste in relazione C,L,f,λ , nel rispetto dell'uguaglianza, in condizioni di risonanza, della reattanza induttiva e di quella capacitiva 1/2πfC = 2πfL
ris.xlsx
Tabella Microsoft Excel 11.7 KB
calcolo dell'induttanza
Fissando i valori dell'induttanza desiderata e le dimensioni della bobina ottengo il diametro del filo da utilizzare ed il numero delle spire; trattasi di bobina ad un solo strato ed a spire serrate.
inds.xlsx
Tabella Microsoft Excel 37.5 KB

sezione ad audio frequenza

fig.6
fig.6

Dal piedino 6 tramite un condensatore di 250 pF il segnale viene iniettato nella griglia di controllo della 6Q7 nella quale gli anodi  dei due diodi sono collegati a massa.

La rivelazione del segnale è a falla di griglia grazie alla resistenza di 470 KΩ tale tipo di rivelazione è possibile grazie alla esiguità dell'ampiezza del  segnale radio in ingresso nella griglia di controllo.

Il segnale rivelato e leggermente amplificato si trova nella placca della 6Q7 dalla quale viene prelevato dal condensatore di 22 nF ed iniettato nella griglia di controllo della finale amplificatrice di potenza.

La griglia ha una polarizzazione automatica determinata dalla resistenza di 220Ω che porta la valvola a lavorare in classe A.

Il condensatore da 22μF rende la polarizzazione indipendente dal segnale.

la variazione del segnale (tensione) in ampiezza determina una variazione della corrente anodica che, attraversando il primario del trasformatore d'uscita, induce una corrente amplificata del rapporto di trasformazione dello stesso nel secondario.

Otteniamo dunque un segnale in corrente molto ampio che attraversando la bobina mobile dell'altoparlante fa vibrare il cono riproducendo il suono.

 Il trasformatore d'uscita ha la funzione di adattare l'impedenza della finale all'impedenza dell'altoparlante; infatti per avere la massima trasmissione della potenza occorre che la resistenza interna del generatore (valvola 6L6) sia uguale alla resistenza del carico (bobina mobile dell' altoparlante).

Nel nostro caso l'impedenza della 6L6 è pari a circa   2.500 Ω e quella dell'altoparlante a 4 Ω; quindi, ricordando che  in un trasformatore per bassa frequenza Z1 x i12=Z2 x i22 e  quindi Z1/Z2=n2 , dove n è il rapporto di trasformazione pari a i2/i1, per avere un buon adattamento di impedenza sarebbe opportuno utilizzare un trasformatore d'uscita con rapporto di trasformazione pari a circa RADQ(Z1/Z2)2= 25.

In questo caso ho utilizzato un trasformatore con rapporto 220/10; non trattasi di un vero trasformatore d'uscita ma comunque svolge egregiamente la sua funzione.

 

alimentazione

fig.7
fig.7

 

Per l'alimentazione dell'apparecchio radio ho utilizzato un toroidale con primario 220 e  cinque secondari come descritto:

  il primo  da 70 V - 0,1 A ; il secondo  da 12 V - 1 A; il terzo da 12 V - 0,1A; il quarto da 40 V - 0,3 A; il quinto  da 7 V - 1 A.

Ho unito in serie i secondari 1,2,3 e 4 ottenedo un tensione di 134 V ca ; la corrente di 0,1 A è sufficiente per le necessità dell'anodica delle valvole 6A8, 6Q7, 6L6 .

I filamenti sono alimentati dal quinto secondario che fornisce una corrente sufficiente ad alimentare i filamenti delle valvole utilizzate.

In serie all'alimentazione dei filamenti è stata posta una resistenza di 1Ω, 10Watt  che porta la tensione da 7 V a 6 V.

La corrente alternata di 134 Vca viene raddrizzata  a doppia semi onda da un ponte di diodi e raggiunge , a vuoto, il valore di 188 V.

Due condensatori elettrolitici da 47 μF ed una resistenza di 1000Ω costituiscono un filtro a π che provvede a ridurre il ripple .

 

prove d'ascolto

Non c'è bisogno di alcuna regolazione.

L'ascolto è gradevolissimo, RAI 1 si sente abbastanza forte ;  ricevo molto bene anche qualche  radio nord africana, penso tunisina , di notte riesco a sintonizzare una radio  francese ed una  spagnola .

chassis e mobiletto

fig.8
fig.8

Per lo chassis mi sono arrangiato, ho utilizzato un contenitore in latta di caffè.

Anche il  mobiletto è stato da me realizzato utilizzando del materiale di recupero, qualche spezzone di legno di pino e qualche foglio dello spessore di 0,5 mm della stessa essenza.

 dieci  fogli sono stati incollati con della colla vinilica e fatti asciugare dando loro una forma arcuata.

tutto è stato eseguito con mezzi di fortuna, non avevo a disposizione alcuno strumento da falegname; insomma è venuta fuori questa cosa che ho battezzato col nome di "niedda", ....è inutile spiegarne il motivo.

Nella galleria fotografica sono riportate alcune fasi della sua realizzazione.

galleria fotografica