Radio a conversione di frequenza
Nelle radio a conversione di frequenza, l'onda radio modulata captata dall'antenna viene dapprima amplificata,ma non sempre è necessario, poi dopo essere stata sintonizzata viene mescolata con
un'onda a radio frequenza non modulata e prodotta dal ricevitore (oscillatore locale) .
Si fa in modo che la differena in Hz fra l'onda radio sintonizzata e la radio onda prodotta dall' oscillatore locale sia sempre pari ad un valore fisso (media frequenza) di solito compresa fra i
400 ed i 500 KHz.
All'uscita del mescolatore incontriamo varie frequenze fra cui la loro differenza ed altre armoniche che vengono fatte passare attraverso un filtro "media frequenza" ;
poichè il filtro è tarato sulla media frequenza passerà solo l'onda avente la frequenza differenza pari appunto alla media frequenza.
Un sistema di questo tipo permette di ottenere sempre un' onda modulata di frequenza pari alla media frequenza qualunque sia la frequenza dell'onda radio modulata captata dall'antenna.
Fra le radio a conversione di frequenza ricordiamo:
- la supereterodina;
- la ultradina;
Supereterodina
Nella fig.1 è mostrato il funzionamento della supereterodina.
supponiamo che il segnale in arrivo abbia una frequenza di 1.000KHz e che il segnale prododotto dall'oscillatore ne abbia invece una di 1.450 KHz.
La differenza fra le due frequenze è di 450 KHz; i due segnali di differente frequenza vengono iniettati come indicato in fig.2.
Questa differenza di 450 KHz, che rappresenta la media frequenza Mf, rimane fissa qualunque sia la frequenza dell'onda sontonizzata; infatti nel mentre sintonizzo un' onda di frequenza Fa (frequenza in arrivo) predispongo la frequenza Fl (frequenza dell'oscillatore locale) al valore Fa + Mf.
Il segnale non modulato Fl viene iniettato tramite l'induttanza L5 nella grigia del triodo mescolatore, anche il segnale Fa viene iniettato nella stessa griglia; ciò provoca dei fastidiosi accoppiamenti infatti il circuito di entrambi i segnali si chiude a terra tramite la stessa capacita Cgk del triodo mescolatore; insomma agendo sul condensatore variabile del triodo mescolatore si provoca uno slittamento della frequenza dell'oscillatore locale che va quindi riportata al suo valore originario.
Così facendo però si ha uno slittamento di frequenza nel circuito del segnale in arrivo e così di seguito; insomma, agendo un pò su un condensatore un pò su l'altro si ottengono i giusti valori delle frequenze (i due condensatori sono indipendenti).
Il problema si riduce se i due segnali vengono iniettati su griglie diverse (dovrei avere nel tubo del mescolatore due griglie) anche in questo caso però avrei degli accoppiamenti dovuti alla capacita interelettrolitica fra le due griglie problema che verrebbe ulteriormente ridotto ponendo una griglia schermo fra le due che ridurrebbe notevolmente la capacità interelettrolitica.
Da questi ragionamenti sono nati i tubi elettronici appositamente studiati per operare la conversione di frequenza; tali tubi contenendo in se sia l'oscillatore (triodo) che il mescolatore (primo rivelatore) che può essere un tetrodo o un pentodo.
I due segnali La ed Ll trovandosi dunque sulla griglia del triodo mescolatore vengono amplificati e si trovano sulla placca (diagramma C di fig.1) dello stesso.
Come si arriva alla rettifica del battimento (diagramma D di fig.1)?
per rispondere a questa domanda bisogna supporre che la caratteristica del tubo convertitore sia parabolica ossia che ia = avg + bvg2 dove vg è pari a:
vg= Vl senωlt + Va senωat;
sostituendo tale espressione nella precedente equazione si ottiene:
ia= aVlsenωlt + aVasenωat +bVl2sen2ωlt + bVa2sen2ωat + bVlVaCos( ωl-ωa)-bVlVacos(ωl + ωa)t.
Da questa espressione si osserva che la corrente ha le seguenti frequenze :
Fl, Fa, 2Fl, 2Fa, Fl-Fa, Fl+Fa.
Il filtro di media frequenza mi farà passare solo Fl-Fa cioè la media frequenza.
Una volta ottenuta la media frequenza modulata con la stessa modulazione del segnale in arrivo questa va amplificata e poi rivelata per ottenere l'audio frequenza.
Per capire perchè la media frequenza mantenga la stessa modulazione del segnale in arrivo, facciamo il seguente esempio:
Supponiamo di avere una portante di 1.000KHz modulata a 2.000Hz e di avere una media frequenza di 450KHz, potrò scrivere:
| tensione in arrivo | tensione locale | tensione di battimento |
| 1002 KHz onda laterale | 1450 KHz | 448 KHz onda laterale |
| 1000 KHz portante | 1450 KHz | 450 KHz portante |
| 998 KHz onda laterale | 1450 KHz | 452 KHz onda laterale |
Dall'esame della tabella notiamo che la tensione di battimento è ancora modulata a 2.000 Hz.
Agli esordi della supereterodina il valore della media frequenza era pari a 80, 100 KHz; tale valore portava però qualche complicazione dovuta alla frequenza immagine.
Infatti, nell'ipotesi che la Media frequenza sia di 100 KHz, se il circuito d'ingresso viene per esempio sintanizzato sui 1.000 KHz è molto probabile che non vengano attenuate sufficientemente in ingresso frequenze pari a 1.200 KHz in tal modo la differenza fra la frequenza dell'oscillatore locale 1.100 e la frequenza non voluta di 1.200 KHz sarebbe di 100 KHz pari alla frequenza intermedia; Sullo stesso punto della scala parlante mi troverei pertanto due stazioni interferenti ( con frequenze di portante distanti fra loro del doppio della media frequenza).
Aumentando la frequenza intermedia a valori di 400,500 KHz il rischio suddetto è molto meno probabile.
Un'altro modo per ridurre il problema della frequenza immagine è quello di rendere molto acuta la sintonia d'ingresso.
Negli esempi finora fatti abbiamo visto che la frequenza dell'oscillazione prodotta dall'oscillatore locale è sempre maggiore di quella dell'onda sintonizzata; cosa cambia se succede invece il contrario?
dal punto di vista teorico non dovrebbe cabiare nulla ma dal punto di vista pratico nascerebbero alcuni problemi che possiamo verificare dall'osservazione della seguente tabella dove si è ipotizzata una Fm pari a 400 KHz :
| segnale in arrivo | segnale oscillatore locale | |
| Fa | Fa+ Fm | Fa-Fm |
|
Famax= 1.500 KHz Famin= 500KHz |
Flmax= 1.900KHz Flmin = 900KHz |
Flmax= 1.100KHz Flmin = 100KHz |
| Famax/Famin= 3 | Flmax/Flmin= 2,11 | Flmax/Flmin= 11 |
| Camax/Camin= 9 | Clmax/Clmin= 4,5 | Clmax/Clmin= 121 |
Si osserva che se la frequenza dell'oscillatore locale è maggiore di quella in arrivo il campo entro cui occorre regolare Fl e Cl è più ristretto di quello in cui è regolata Fa e Ca il contrario avviene se la frequenza dell'oscillatore locale è minore.
Il primo vantaggio derivante dall' avere una frequenza dell' oscillatore locale maggiore è quello di avere induttanze e capacità più piccole; un secondo vantaggio, che poi è il vantaggio principale, è quello di avere un campo di regolazione più limitato.
Si osserva per esempio che non è possibile avere un condensatore avente un rapporto così alto come in tabella fra Clmax e Clmin.
Per quanto sopra la frequenza dell'oscillatore locale è bene sia maggiore di quella dell'onda sintonizzata cioè che sia Fl=Fa + Fm .
nella fig.3 è rappresentato un tubo elettronico (6A7) che assomma le funzioni di oscillatore e di mescolatore.
l'ingresso dell'oscillazione locale è sulla prima griglia, l'ingresso dell'onda sintonizzata e sulla quarta griglia, il fatto che i due segnali entrino in griglie separate, la conformazione della terza griglia che funge da anodo del triodo oscillatore e la presenza delle griglie 3 e 5 che fungono da schermo annullano gli accoppiamenti dannosi fra il circuito oscillante e il circuito di sintonia dell'onda ricevuta.
il funzionamento dello schema di figura 3 è identico a quello di fig.2 con la differenza che in questo caso il tubo è unico ed assoma le funzioni di oscillatore e di mescolatore .
Anche in questo caso si suppone che la caratteristica del tubo convertitore sia parabolica .
Infatti si può supporre che la corrente anodica sia funzione parabolica di un potenziale globale riferito alla quarta griglia pari a:
vg= kvg1 + vg4 = kVlsenωlt + Vasenωat, perciò :
ia= avg + bvg2; sostituendo in questa formula il valore di vg si ottiene un'espressione di ia che come nel caso precedente di fig.2 comprende componenti aventi le seguenti frequenze:
Fl, Fa, 2Fl, 2Fa, Fl-Fa, Fl+Fa.
Anche in questo caso Il filtro di media frequenza mi farà passare solo Fl-Fa cioè la media frequenza.
ultradina
Il processo di funzionamento del circuito ultradina è rappresentato in fig.4.
Esso è completamente diverso da quello illustrato in fig. 2.
La placca della valvola rivelatrice (primo rivelatore)/mescolatrice non è alimentatata dalla tensione anodica continua ma unicamente dalla tensione oscillante prodotta dall'oscillatore locale.
La differenza, rispetto al sistema supereterodina, sta nel fatto che per via della tensione anodica oscillante la corrente anodica circola solo quanto la placca è positiva e pertanto essa assume la forma indicata nel punto D di fig.4 .
Trattasi in pratica della media frequenza.
Luciano e le sue radio